Boxe

Le origini del pugilato risalgono all'antichità. Alcuni incontri famosi sono descritti nell'Iliade e nell'Eneide. I combattenti usavano proteggersi le mani con lacci di cuoio rinforzati con placche di piombo.

Il pugilato iniziò a far parte del programma olimpico nel 668 a.C. e la letteratura tramanda i nomi dei vincitori delle olimpiadi su un arco di tempo di oltre un millennio. Non erano previste categorie di peso e per questo motivo, la disciplina, a livello agonistico elevato, era riservata a soggetti di taglia notevole.
Nel 1867 il marchese di Queensberry scrisse il codice della boxe scientifica che, a parte qualche piccola differenza, contiene le regole principali della boxe moderna:

  • Guantoni: obbligatorio l'uso dei guantoni.
  • Round: l'incontro è diviso in più riprese di tre minuti l'una, non vi era limite di riprese.
  • Knock out: il pugile perdeva se non si riprendeva dai colpi ricevuti entro 10 secondi, il pugile avversario doveva aspettare il comando dell'arbitro per riprendere a colpire.
  • Categorie di peso: i pugili sono divisi in categorie di peso. Non possono avvenire incontri tra altleti di categorie differenti. Le categorie erano tre: leggeri, medi e massimi.


Le nuove regole rendevano il pugilato molto meno violento e lo trasformavano in uno sport di abilità, destrezza e velocità.
Fondamentalmente il Pugilato si basa su tre colpi:

  • DIRETTO: colpo più importante per il pugile tecnico. Colpo di disturbo, di arresto, di preparazione al diretto successivo.
  • GANCIO: colpo potente e demolitore che basa la sua potenza sulla leva fornita dalla spalla.
  • MONTANTE: colpo dato dal basso verso l'alto.


Questi colpi, portati in rapida sequenza e con varietà, generano le "serie" o "combinazioni". Ma è la fase difensiva che ha un ruolo decisivo, anche in questo caso, 4 sono le tecniche per evitare di prendere colpi: schivare, parare, togliere, rimettere.